Una Testimonianza da Far Tremare i Polsi

La mia testa in questo momento è piena di “perchè”, ascolto storie come queste,anzi, senza rendermene conto le vivo anche con la stessa intensità con cui le parole si stringono nella morsa “abortiva” di chi si sente comunque un “aborto” eppure vivo… quello che sto cercando di dire è che si intuisce sempre la differenza.

A volte Dio esiste… con mè ha voluto provare a scommettere che in un modo o nell’altro “la scelta sarebbe stata mia”. Eppure ci si aggrappa con tutte le forze a questa vita quando si è persone speciali senza saperlo…

Devo una risposta che forse centra in parte, o non centra per nulla o forse è il “focus” di una vita…

Eccola, e se questo dovesse essere un addio, per certi versi, per certe situazioni, per certe cazzate che forse andrò ancora a dire o fare… non è una scusa… comunque ci ho provato…

Tante volte capita di sentir parlare di aneurisma cerebrale, nei film e nei telefilm non è mai chiaro quanto sia grave questa patologia, tant’è che ci hanno pure fatto una serie televisiva, Eli Stone, è andanto in onda in primavera sulle reti Mediaset.L’aneurisma celebrale è una malattia subdola, spesso fino a quando non è troppo tardi. Ma ci si può convivere o comunque si può tenere sotto controllo, cerchiamo di capirne qualcosa in più.

L’aneurisma cerebrale è un’estroflessione di un’arteria cerebrale che si gonfia tipo un palloncino e che preme sulle zone adiacenti del cervello. Può essere congenito o subentrare in seguito a traumi cranici o cerebrali. Solitamente colpisce le persone tra i 35 e i 60 anni, purtroppo spesso non sono mai soli, quindi ad uno diagnosticato ne seguono altri magari più piccoli.

E’ una malattia molto rara interessa circa il 2% della popolazione europea ma questo non la rende meno grave di quelle più diffuse, ogni malattia grave, nella vita della persona e di chi hli vuol bene, diventa il centro di tutto. La cosa brutta dell’aneurisma cerebrale è che quando è piccolo non da sintomi, aumentando di dimensioni preme sugli organi vicini e provoca cefalee violente, disturbi visivi, crisi epilettiche, disturbi della deambulazione e del linguaggio.

L’aneurisma cerebrale si può diagnosticare con la tac, la risonanza magnetica, RM elicoidale, l’angiografia cerebrale. L’aneurisma può sanguinare, ed in base a quanto è grave, provocare danni più o meno gravi, oppure si può rompere ed anche in questo gli effetti dipendono dalla grandezza, in generale può accadere che si muoia nei giorni successivi, che restino danni permanenti ma in 3 casi su 10 si guarisce.

Il trattamento prevede un intervento chirurgico in cui si aspira il sangue riversato e si ripara la lesione in modo che non si riversi altro sangue, oppure si può usare un catetere di dimensioni ridottissime che viene inserito all’interno della circolazione venosa e si usa per assorbire l’ematoma e ridurre l’aneurisma.

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