Crisi di contenuti?

crisi-contenuti   Anche i contenuti conoscono la crisi! Ho scritto già diverse volte, che quando ho iniziato questa professione, mi sono ritrovata a scrivere per 50 centesimi articoli di 300 parole, e non credo di essere stata la sola, ma sò per certo che tutt’oggi questo esiste. Ebbene, ma una volta che ti “fai le ossa”, cosa succede? Cresci. Ti evolvi. Crescono i tuoi contenuti, le capacità, scopri di riuscire a creare concetti con le parole che diventano “possibili” per tutti. La comunicazione è la chiave di ogni successo. Non importa cosa vendi, cosa proponi, quali servizi, prodotti, quali messaggi vuoi mandare, l’importante è esserci in maniera diversa, anche se alla fine tutti diciamo più o meno le stesse cose… ma io posso dirle in maniera diversa. Scrivere è un’arte, spesso una menzogna, che però viene perdonata, ed è proprio questa la bravura del copywriter. Spesso però ho a che fare con delle vere e proprie teste quadre, e allora mi chiedo cosa serva a questi individui rivolgersi ad un copywriter, se con un articolo scritto per loro, mi ci possono comprare a malapena un pacchetto di patatine, che mi fanno anche ingrassare, meglio se mi pagassero un pacchetto di sigarette, rigorosamente Vogue alla menta. Fa male? Lo so, ma ne sono immune e se schiatto domani, qualcuno lo scriva sulla mia tomba, anzi, no, mi faccio cremare. Parlare di soldi è veniale, contestualizzare meglio mi aggrada. Credo di aver dimostrato ad oltranza le mie capacità sia intuitive, sia di percezione, ma ora vi voglio dire ciò che mi riesce meglio, ovvero ciò che mi piace e per questo mi viene da dio (minore):

 

LE WEB C’EST MOI – Intervista a Katia Boni di Carlo Maria Catriota

katia

Non potrei certo dire, parlando di Katia Boni: “Chi è costei?”: per la semplice ragione che tutti (o quasi tutti) i cibernauti la conoscono molto bene. Katia Boni imperversa ovunque, in Rete: è su Facebook; è su Twitter; è su Skype; possiede ovviamente, manco a dirlo, il suo sito personale: www.katiaboni.com. Ma Katia Boni è soprattutto un fiume in piena di idee e concetti innovativi, che sono ormai parte dell’immaginario collettivo: dalle “resi persuasive” al “SEO Copywriting”; dagli “slogan vincenti” ai “testi per i discorsi”. Ho intervistato via-mail per “Currunt” questa autentica forza della natura.

Carlo Maria Castriota

1) Descriviti

Sono un’eterna infelice, felice di poterlo essere. Ho un’indole particolare, di colei che si fa le domande e si dà le risposte, di colei che sa cos’è bene e cosa è male e che quando sbaglia lo fà persino di proposito, ma non è masochismo, è voglia di mettersi alla prova, per non “morire” di noia. Un’eterna insoddisfatta “perchè se tutto mi andasse bene, non saprei più a cos’altro ambire”. Fisicamente sono un disastro, mi guardo allo specchio e faccio le boccacce, sono molto autoironica, ma gioco con i miei pregi, i difetti li censuro da mè. Molto ambiziosa, ma non amo scendere a compromessi, ho detto “no” tante volte al successo facile, mi sarei fatta proprio schifo, che senso avrebbe avere un ruolo di prestigio sapendo che non è certo per merito. Amo scrivere, forse amo fare solo questo (mi riferisco a cose non persone). Ho sempre ricevuto tanti complimenti, ma mai dalla bocca delle persone che avrei voluto io, questo un po’ mi ha accanita contro “quel risultato” che vorrei godermi un giorno seduta in riva al mare, con lo sguardo perso oltre l’orizzonte a chiedermi “ bhè, ma adesso che faccio”. Sarà mica giunta l’ora di morire…?

2) “La mia passione siete voi”, scrivi: chi e perchè?

La mia passione sono tutte le persone che si “appassionano” a quello che scrivo e non solo “per come lo scrivo”. Abbiamo tutti quanti pensieri e punti di vista molto interessanti, spesso però la paura di dire qualcosa ed essere giudicati, magari anche qualcosa di giusto ma in un modo diverso, ci spaventa. Ecco, io scrivo quello che penso, nell’unico modo che conosco, e parlo molto con mè stessa, invece che con gli altri.

Amo le persone ed il loro modo di pensare, si impara molto nella vita se si vuole davvero imparare, ma soprattutto se si impara ad ascoltare!

3) Parlaci dei tuoi due libri.

A dire il vero ne ho scritti più di due, ma da ragazzina sono caduta nella trappola delle speudo case editrici, di coloro che in modo meschino e subdolo giocano con i sogni di coloro che amano scrivere. Si farebbe di tutto o quasi per vedere il proprio libro pubblicato, quindi ho pagato anch’io per arrivare da nessuna parte. Vorrei tanto che le persone capissero che un conto è stampare il proprio libro, un altro conto è avere un vero e proprio contratto con una VERA casa editrice. Ma nella vita tutto si impara… anche dalle “batoste”. Io non sono del pensiero che “chiusa una porta si apre un portone”, penso invece che l’esperienza dovrebbe aiutare a non commettere più i medesimi errori. Ma ritornando ai miei due libri “ Trasgressione Sentimentale Femminile” è stato censurato per via della copertina, così è divento “ Tu le Donne le Capisci”, un vero fiasco, perchè anche se il contenuto è il medesimo cambia l’aspetto e quindi l’impatto con il lettore. Ma la censura mi ha sempre perseguitata, ricordo da ragazzina di aver scritto e distribuito un libro dal titolo “ I colori della Memoria” e di essere stata “bannata” (per usare un termine di oggi) per aver parlato “delle voci di dentro”. Mi sono sentita una specie di Giovanna d’ Arco anni “2000” alla Santa Inquisizione, un’eretica che stava per essere messa alla gogna. Amo la libertà e ne aborro la censura, credo che nel rispetto della buona educazione ognuno sia libero di professare il proprio pensiero, ma non è così e forse non lo sarà mai, cambiano i tempi, ma probabilmente non abbastanza le persone. Mentre “ La Bimba che non aveva mai visto il Mare”è una fiaba per bambini, dedicata all’amore incondizionato della famiglia. Un esempio di come la “povertà” possa essere presa d’esempio per esaltare altri valori che ti portano a capire come “ti devi muovere nella vita”. Credo che non puoi apprezzare la vera ricchezza se nasci “ricco”, se hai tutto e non lotti per ottenere qualcosa. Ma se sei ricco dentro e se sai farti valere, allora anche tutte le altre ricchezze arrivano. Questo è in parte un po’ il mio percorso di vita, insomma io sogno davvero “di farmi” l’auto sportiva!

4) Cosa vuoi significare con l’espressione: “testi persuasivi”?

I “testi persuasivi” sono quei testi che inducono l’utente “a compiere l’azione”, ad esempio a cliccare un link, mettere “mi piace”, ad esempio su una pagina Facebook, acquistare un prodotto, condividere un servizio. A parità di prodotti e servizi c’è sempre uno di questi che viene venduto maggiormente e scelto, ecco cos’è che online fa la differenza? Un testo persuasivo può fare la differenza. Davanti al pc non posso capire se il prodotto ha davvero tutte le potenzialità descritte e se il servizio è davvero performante alle mie esigenze, mi lascio condizionare da tanti fattori, grafica, immagini, facilità di navigazione nel sito, e dalle informazioni che devono essere chiare, complete, accattivanti, che devono anticipare le risposte alle mie domande. Se sono persuasa da tutto questo potrò provare a diventare una cliente, se mi trovo bene condividerò sui miei social preferiti anche il prodotto e ne farò una buona pubblicità, ovviamente il testo persuasivo non determina il prodotto che deve essere di qualità. Ai testi persuasivi vengono poi abbinate strategie di marketing e di vendita, quindi spesso i Copywriter lavorano e collaborano con le Web Agency.

5) Cos’è il SEO Copywriting?

Semplifico la risposta dicendo che per mè il SEO Copywriting è un lavoro. E’ la capacità di scrivere testi di qualsiasi argomento, oppure descrizioni di prodotti e servizi, in “chiave SEO”, ovvero per mezzo delle key (parole chiave) le quali risultano essere maggiormente ricercate dai motori di ricerca come Google. Il fine è quello di ottimizzare il sito, riuscire a indicizzarlo nelle prime pagine dei motori di ricerca, renderlo il primo nelle ricerche degli utenti. I testi devono essere originali ed unici, chiari, comprensibili a tutti e devono contenere le informazioni che aiutano l’utente a decidere. Oggi sempre più persone si affidano ad internet, i privati per i loro acquisti, hobby e divertimento e le aziende per incrementare il proprio business, siamo ogni giorno una finestra sul mondo, anzi, ogni momento siamo letteralmente catapultati nel mondo, quindi è bene sfruttare al meglio tutte le potenzialità a nostra disposizione per divenire sempre più ingombranti e ricchi in questo grande mondo!

6) “Slogan vincenti”: quando sono tali?

Gli slogan sono “vincenti” quando “colpiscono nel segno” il pensiero dell’utente. Alcune volte mi è capitato di pensare ad alcune cose e poi ritrovarmele nei cartolloni pubblicitari, ecco l’idea è quello di non essere la sola a pensarla in un certo modo, ma di vedere il mio pensiero condiviso da altri. Si tratta di frasi semplici, di grande effetto ed impatto che inducono al cambiamento, spesso si usano gli imperativi proprio per dare forza al messaggio. Ovviamente io mi riferisco agli slogan vincenti del marketing, di chi vuole vendere i propri prodotti e servizi, poi il settore è molto vasto. Però lo scopo di uno “slogan vincente” è proprio quello di colpire l’attenzione dell’utente, nel bene e qualche volta anche nel “male”. Spesso sono ordini, molto complessi, anche se apparentemente semplici all’utente, che mirano a far compiere una determinata azione e fanno leva sulle nostre debolezze, sui nostri sogni, ambiziosi, sui nostri piaceri, sulle nostre golosità, dipende dal target di persone a cui si rivolgono e con quale scopo. Uno degli esempi più celebri è stato pronunciato da Obama e poi copiato in tutto il mondo: Yes, we can! Non ha nulla di particolare questo slogan ma il fatto che sia stato pronunciato dal Presidente degli Stati Uniti ed il fatto che proprio il Presidente abbia pronunciato una frase così semplice, ha reso tutti i cittadini del mondo fieri e desiderosi di poterla fare… ( a fare cosa non è detto a dirsi, però funziona così…). Quando uno slogan “diventa proprietà” della “massa” perchè condiviso da tutti, significa di aver ottenuto il “potere”, e questo “potere” può essere dato ad una persona, ad un servizio, ad un prodotto, proprio grazie allo slogan stesso:  Yes, we can!

7) Sei specializzata nei “testi per i discorsi”: qualche politico te li ha mai chiesti?

Sono sempre stata lontana dalla politica per “paura” di “prendermela troppo… seriamente”. Ma adesso che gli anni passano e l’esperienza inizia ad avere radici ben profonde e ben piantate, confesso che mi vedrei bene a scrivere testi per politici, anzi, colgo l’occasione per offrire questo servizio a tutti i politici (si può?). Ci sono persone che sanno parlare ma non sanno scrivere, e persone che sanno scrivere ma non sanno parlare, spesso chi parla rischia per essere logorroico e di ripetere sempre gli stessi contenuti annoiando e distogliendo l’attenzione di coloro che ascoltano. Bisogna dire e scrivere contenuti interessanti, e perchè i contenuti siano interessanti devono riguardare tutti quanti, così come il politico parlerà della crisi (argomento attuale), della disoccupazione, della famiglia, dovrà parlare anche delle aspettative, dovrà rivolgersi a tutti, a Lidia che non trova lavoro nonostante il Master a Londra, a Giovanni, padre disoccupato con tre figli più la moglie a carico, dovrà parlare di Claudio e Lia di 80 e 83 anni che non possono più pagare l’affitto, dei problemi di Marina che ha un figlio disabile e ancora deve combattere ogni giorno contro la burocrazia, che non riesce a portarlo a scuola in auto perchè abita al terzo piano senza ascensore, che il suo ex marito non le passa gli alimenti… Diamo speranza a tutti, rendiamo a tutti la giusta dignità, se le persone acquisiscono più fiducia, sono un grande investimento per sè stesse e per la comunità.

8) Scrivi poesie, come dire, “su commissione”: ma si può “vendere” la poesia?

Il problema non è mio che “vendo poesie” ma da chi le acquista, mette il proprio nome come autore e si spaccia come Poeta.  La Poesia nè si vende, nè si acquista perchè in entrambi i passaggi potrebbe perdere il suo alto grado di purezza. Ovviamente i grandi Poeti hanno tutti nomi altisonanti che nulla hanno a che vedere con mè che faccio prosa, o almeno ci provo.

La Poesia non è solo triste, la trovo anche inquietante, soprattutto quando penso ad Alda Merini, purtroppo mi ritrovo in certi suoi aspetti, scrivo “purtroppo”, perchè per la “legge dell’attrazione” qualcosa poi nella vita ritorna. Una sera di tanti anni fà fui così colpita da una intervista da non riuscire a cambiare canale, la parte riguardante la “pazzia”, la “follia”, il manicomio, il marito così incapace di gestire la situazione che dinnanzi alla “diversità” invece di trovarla geniale, l’ha definita “malata”, mi hanno fatto riflettere che ancora oggi per essere poeti occorre prima di tutto essere coraggiosi.

9) Raccontaci la tua visione e i tuoi progetti sull’autismo.

L’Autismo è una madre che lotta contro l’indifferenza, contro una patologia che ancora non è del tutto riconosciuta, contro i silenzi del proprio figlio, contro le aggressioni, contro un dolore che non trova espressione, contro la diffidenza, contro il giudizio. Una madre stanca che spera di poter dormire almeno per una notte intera… Non amo dare giudizi, nel mio caso conosco bene la causa, per questo ho deciso di “parlare”. Avevo pensato di far fare delle magliette con la scritta “ non sono cattivo, non sono maleducato, sono autistico”, in modo tale da non dover giustificare ogni volta comportamenti diversi. I bambini down trovano compassione perchè hanno una fisionomia diversa, i bambini autistici no. Quello che voglio è creare il confronto, portare esperienze signficative, in modo tale da aiutare non solo i bambini, ma i genitori dei bambini autistici che sono il “nutrimento” per i bambini stessi.

Un ambiente armonioso e stimolante è sicuramente la giusta dimensione da cui partire, ma perchè un genitore sia sereno deve essere aiutato dai vari Centri di neuropsichiatria, alla scuola, solo cooperando tutti quanti insieme arriveremo ad avere bambini felici, e questo è quanto ci si aspetta per tutti i bambini.

L’autismo è una dimensione molto particolare della vita, occorre interpretare una visione diversa ma molto profonda ed intelligente. Spesso sono le emozioni a fare più paura, lavoriamo perciò su quello che noi sappiamo e possiamo dare, le risposte arriveranno sicuramente dai bambini.

In questi giorni ho aperto un blog sull’autismo, sono solo all’inizio di un lungo lavorohttp://figliautistici.vista.org/cosa-significa-avere-un-figlio-autistico/?doing_wp_cron=1378205068.6726839542388916015625 e chiedo il sostegno di tutti sulla pagina Facebook dedicata all’autismo https://www.facebook.com/pages/Figli-dell-Autismo/393882520712931, infondo siamo un po’ tutti “figli dell’ autismo”, della depressione, della paura, del confronto, di non sapere cosa ci aspetta domani per noi e per i nostri figli, GRAZIE DI CUORE!

di Carlo Maria Castriota

 

Fonte: http://www.currunt.tv