Conta davvero essere tanto bravi?

Conta essere bravi, “piu’ o meno”, ma se devo dirla tutta, proprio come in una nota canzone di Lorenzo Cherubini (Jovanotti) direi che conta… “entrare nelle grazie di quelli che contano”, perchè così va la vita e non cambierà mai.

Pensiamo… quanto siamo bravi a scrivere per 50 centesimi e quanto lo siamo a scrivere per un euro e poi via a salire… Piu’ alziamo il prezzo e piu’ dall’altra parte si pretende il massimo, ma il “Massimo” non esiste, ovvero esiste un’idea di testo che deve rispettare i canoni di chi? di cosa? Di quello che il cliente ha in testa o di quello che poi è il messaggio che deve arrivare?

Se ad esempio devo scrivere “un libro felice” perchè non posso parlare del dolore? Perchè scrivendo il dolore mi identifico con esso? Ma devo partire da qualcosa che mi fa male per trovare la soluzione al bene, no? Insomma, conta essere tanto bravi ma conta soprattutto essere “diversi”; non avere paura pur scrivendo di cose spaventose e conta seguire un proprio pensiero e cercare di non cambiarlo mai, ma soprattutto evitare di chiedere troppo spesso scusa per saper esprimere un pensiero che sia qualcosa di piu’ di un semplice soggetto- verbo-predicato (nominale o verbale).

Conta aver studiato latino, greco, conta aver fatto le versioni, conta aver avuto una professoressa comunista al ginnasio, conta aver detto “no”, invece che sì, alle meglio occasioni della vita anche se… ad essere sincera… sincera davvero… specialmente a fine mese, quando devi pagare l’affitto, fare la spesa, ti rendi conto che la sola gratitudine non basta… e allora aumenta la depressione che è anche una bestia peggio dal momento che ti rende incapace di scrivere anche un solo pensiero che abbia un filo logico ed ecco allora che cotanta bravura sfugge… la soluzione? E’ anch’essa molto triste, qualcuno si attacca alla bottiglia, altri finalmente capiscono che è arrivata l’ora di infilarsi nel letto giusto, altri cambiano professione e vanno a vendere broccoli e patate al mercato rionale io… io cerco marito… anche se ancora spero di essere davvero tanto brava…

Io Scrivo ma tu sai leggere? (Scrivere su commissione)

La peggior cosa che vi possa capitare, ma lo capite purtroppo troppo tardi, è che vi venga commissionato un libro. 

All’inizio siete felici, presi dall’enfasi di questo evento, inutile negare che i libri sono la vera passione di chi svolge questo lavoro, ma piu’ passa il tempo piu’ vi rendete conto che l’affermazione “scrittori si nasce e non si diventa”, rappresenta qualcosa di piu’ di una semplice… affermazione. Chi vi puo’ capire davvero e soprattutto chi vi puo’ sostenere? Nessuno, tranne voi stessi.

Il motivo è semplice: “gli altri non sanno”. Nella maggior parte dei casi dovrete trattare il prezzo come si fa dal rigattiere, già questo passaggio poco gratificante vi farà capire come il vostro “servizio” sia simile ad altri, e non necessiti assolutamente di maggiori incentivi alla fantasia, alla conoscenza, all’originalità, all’impegno, alla costanza, alla ricerca anche in una prima fase di bozza di una maggiore visione del dettaglio dei vari argomenti. Insomma, voi ci mettete tutto il cuore e l’impegno e dall’altra parte vi sentite “l’uccello della morte” che vi sta con il fiato sul collo a risucchiarvi sillabe, parole e sintassi fino a mantenere il massimo rispetto delle scadenze, altrimenti… pena la decorrenza del contratto… Sapete come la penso? Veramente? ” Ma andate tutti a quel paese… e scriveteveli voi i vostri libri…”. L’uomo in genere è diventato così avido di emozioni tanto da non percepire nemmeno quando un’emozione è vera ed è descritta ad hoc per suscitare una certa reazione e questa reazione si tramuta in un’azione, ovvero “acquistare il libro”.

” Acquisterò quel libro” perchè mi regala delle emozioni vere… perchè è inutile nascondersi dietro a falsi saperi. Oggi sono le emozioni a sopravvivere per davvero, oggi ancora l’amore è la piu’ bella favola, e anche se acquistate un libro di marketing, avrete bisogno comunque di leggere una storia che sia vera e offra chiari spunti per portare avanti in maniera chiara ed esemplare alcuni dei maggiori obiettivi che vi siete preposti. Comunque, tornando allo scrivere su commissione accettate solo per denaro, e quando dico questo intendo, non pensate di avere un ritorno di gloria perchè nulla vi sarà riconosciuto se non il “dolore” o il rammarico a vita di aver regalato le vostre parole ad un nome anonimo, che per un fortuito caso della vita, si farà chiamare Autore… si, ” de che?”.

Ma che vita di … questi scrittori… e allora perchè vanno avanti? Perchè abbiamo un c u o r e   che batte a tutte le ore, anche quando gli altri dormono, mentono, o non si ricordano di aver detto cose…

Quanto costa un articolo?

Mi scappa da ridere perchè siamo in una giungla di furbi e di onesti che difficilmente si incontrano, nelle poche e rarissime volte che gli onesti si incontrano con gli onesti, allora ecco che nasce davvero l’articolo di successo!

Purtroppo per chi arriva dalla vera scuola, sentire parlare di un articolo (post) soppesato e pagato a parole, o meglio, a numero di caratteri è davvero “una pugnalata al cuore”, però alla fine occorre farci l’abitudine per poter tentare almeno di arrivare a fine mese: se qualcuno ci riesce davvero? A questo non posso rispondere io, probabilmente risponderanno loro, i veri protagonisti ovvero “gli articolisti”, che poi facendo carriera diverranno blogger… e scaleranno le vette dei giornali, riviste, blog, siti piu’ importanti…

Quanto costa un articolo? Onestamente in rete trovi di tutto, da coloro che piangono miseria e ti propongono una collaborazione gratuita, PERO’ ti promettono grandi cose, possibilità uniche, come la firma del tuo articolo… e anche qui mi scappa da ridere “se l’articolo lo scrivo io, devo fare la reverenza, rischiando  il colpo della strega, o peggio,per mostrare gratitudine al fatto che io possa firmare il mio stesso articolo?”… Poi ci sono quelli che offrono 50 centesimi come incoraggiamento e generalmente sono anche i piu’ pretenziosi, ovvero si permettono di evidenziare il fatto che l’articolo deve essere originale e per nulla copiato e se solo risultasse una frase copiata o “male interpretata”, la collaborazione viene annullata. Anche in questo caso ci sarebbe una sola parola da dire… la dico? Vorrei ma non posso.

Poi i prezzi salgono o così si fa per dire, un euro, un euro e 50, due euro, tre euro, difficilmente quattro euro per poi passare a cinque a salire… si puo’ arrivare anche a cinquanta euro. Oppure all’ articolista vengono offerti i “pacchetti”, una sorta di “prendere o lasciare”, e solitamente l’articolista accetta. Esistono anche siti che offrono gratuitamente l’iscrizione a tutti coloro che mostrano abilità nella scrittura e di conseguenza “ti” propongono diverse candidature. In questo caso va anche meglio, ovviamente se davvero ti viene assegnato un lavoro (chissà perchè i lavori mediamente vengono assegnati sempre agli stessi…, un caso?).

Oggi dicono che se vuoi guadagnare devi aprirti un sito ed iniziare a scrivere guide ed e-book, vero… da che parte iniziare? Questo te lo spiego domani… o in un altro post!

Ah… allora perchè faccio questo lavoro? Perchè ne sono innamorata e l’amore è cieco, stupido, stolto, l’amore ha il senso assoluto della totalità, ti prende anima e corpo… ecco, faccio questo lavoro o perchè sono stupida, o perchè ne sono talmente innamorata che il mio pensiero è di non poter far altro nella vita… Volete la risposta vera e sincera? Perchè so che avrò successo! (Prima o poi…).

Grazie!

Katia