Le ragazzine provocano ed i sacerdoti sono fatti di carne…

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Una volta si diceva “lascia stare il cane che dorme”, oggi dopo il tanto vociferare di sacerdoti pedofili sarebbe quasi il caso di dire “lascia che il sacerdote preghi in pace”.

Le ragazzine sono belle, formose, provocanti e per un uomo di chiesa che è costretto alla “castità” per mano sua ( la battuta è quasi “obbligata”), si sente persino impazzire e lo crediamo, tant’è che confida nel silenzio della ragazzina molesta.

Sicuramente non sempre è violenza, sicuramente in alcuni casi per la ragazzina è un gioco, ma quando la bimba è minorenne è pedofilia. Il sacerdote ovviamente non è in grado di tirarsi indietro perchè non ha scelta. Il vezzo della ragazzina è da condannare tanto quanto l’incapacità del sacerdote di tirarsi indietro.

Liberalizzare la droga non significa non avere più drogati ma responsabilizzarne il gesto e l’azione, dare la possibilità ai sacerdoti di scegliere il matrimonio o il celibato è sicuramente un modo per sconfiggere la pedofilia. Non significa che tutti i sacerdoti scelgano il matrimonio ma se proprio devono fare sesso, possano almeno avere la responsabilità di farlo con donne e non con bambine. Far sì che un sacerdote poi possa capire un matrimonio è sicuramente un aiuto in più per tutti.

In questi giorni infatti sta facendo discutere questa vicenda di Don Giacomo Ruggeri che è stato lo stimato portavoce del vescovo di Fano, giornalista responsabile dell’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi, assistente regionale di Guide e Scout Scolte. Un rispettabile uomo di chiesa fino a quando, nell’estate del 2012, non è stato trovato ad amoreggiare sotto l’ombrellone di una spiaggia di Fano con una tredicenne della sua parrocchia.
Immediata la denuncia, immediato l’arresto e nessun tentativo di difesa da parte del sacerdote pedofilo. Dallo scorso dicembre, nonostante l’accusa di abusi sessuali continui a pendergli sul capo, don Giacomo è stato rimesso in libertà e non solo: è anche tornato in servizio. Trasferito dalle Marche all’Umbria, ha preso servizio persso la biblioteca della diocesi di Perugia.
L’inchiesta che lo vede imputato si concluderà tra tre giorni, il 20 aprile, e probabilmente il pm chiederà il rinvio a giudizio dopo aver ascoltato la testimonianza della ragazzina grazie alla formula dell’incidente probatorio: in quell’occasione la tredicenne raccontò, con l’aiuto di una psicologa, di un rapporto privilegiato con il sacerdote. Ma esistono anche rapporti privilegiati con professori… e poi crescendo con medici, avvocati…