Quando un uomo delude

Non so quante aspettative davvero avessi, probabilmente troppe eppure a mè sembravano davvero semplici, in realtà gli altri sono più complicati di quanto noi non riusciamo ad immaginare veramente.

Non c’è mai un punto d’incontro, un vero punto da cui partire quando uno giudica e l’altro incassa perchè non c’è speranza che il dialogo serva davvero a qualcosa o meglio serva a “fare meglio”. La colpa è solo nostra, non possiamo pensare di creare qualcosa, fosse una famiglia,i figli, e poi portarceli dietro come valigie… Puoi stravolgere la tua vita ma non puoi mai farla accettare fino in fondo.

Esiste la fortuna, poi con il senno di poi esiste la vera fortuna che è quella di mettere al mondo i proprio figli veramente in una famiglia ideale. Poi c’è il male, il male immenso che noi donne facciamo a noi stesse, ecco, qui il vero punto dolente.

Essere innamorate non significa essere necessariamente felici.

Sono stanca di sentirmi dire ” adesso hai tutto”… “pensa a prima”, frasi che mi fanno sentire ancora più colpevole. 

Adesso ho solo voglia di andare via in una casa tutta mia, a qualunque costo, voglio qualcosa di mio che sia la mia casa, mio marito, mio, mia… qualcosa che sia per sempre mio!

Conta davvero essere tanto bravi?

Conta essere bravi, “piu’ o meno”, ma se devo dirla tutta, proprio come in una nota canzone di Lorenzo Cherubini (Jovanotti) direi che conta… “entrare nelle grazie di quelli che contano”, perchè così va la vita e non cambierà mai.

Pensiamo… quanto siamo bravi a scrivere per 50 centesimi e quanto lo siamo a scrivere per un euro e poi via a salire… Piu’ alziamo il prezzo e piu’ dall’altra parte si pretende il massimo, ma il “Massimo” non esiste, ovvero esiste un’idea di testo che deve rispettare i canoni di chi? di cosa? Di quello che il cliente ha in testa o di quello che poi è il messaggio che deve arrivare?

Se ad esempio devo scrivere “un libro felice” perchè non posso parlare del dolore? Perchè scrivendo il dolore mi identifico con esso? Ma devo partire da qualcosa che mi fa male per trovare la soluzione al bene, no? Insomma, conta essere tanto bravi ma conta soprattutto essere “diversi”; non avere paura pur scrivendo di cose spaventose e conta seguire un proprio pensiero e cercare di non cambiarlo mai, ma soprattutto evitare di chiedere troppo spesso scusa per saper esprimere un pensiero che sia qualcosa di piu’ di un semplice soggetto- verbo-predicato (nominale o verbale).

Conta aver studiato latino, greco, conta aver fatto le versioni, conta aver avuto una professoressa comunista al ginnasio, conta aver detto “no”, invece che sì, alle meglio occasioni della vita anche se… ad essere sincera… sincera davvero… specialmente a fine mese, quando devi pagare l’affitto, fare la spesa, ti rendi conto che la sola gratitudine non basta… e allora aumenta la depressione che è anche una bestia peggio dal momento che ti rende incapace di scrivere anche un solo pensiero che abbia un filo logico ed ecco allora che cotanta bravura sfugge… la soluzione? E’ anch’essa molto triste, qualcuno si attacca alla bottiglia, altri finalmente capiscono che è arrivata l’ora di infilarsi nel letto giusto, altri cambiano professione e vanno a vendere broccoli e patate al mercato rionale io… io cerco marito… anche se ancora spero di essere davvero tanto brava…