L’Escort è il lavoro del futuro?

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Mi sto tormentando con questo quesito e credo che sì, che sia possibile che l’ Escort sia il lavoro del futuro, ma per farlo bene (in termini di guadagno), occorre non solo essere carine fisicamente, ma anche nei modi, sicuramente intellettualmente avanti, quindi colte, raffinate e con classe. Il problema è che poi di “un’ Escort così” ce ne si innamora, perchè non è facile trovare una donna la quale rispecchi tutti i canoni della Venere: buona, generosa, prosperosa, con in più l’intelligenza dei nostri tempi. Inoltre a questo livello è l’Escort a scegliersi i Clienti, il lavoro diventa quindi un piacere così come il sesso diventa gradevole e non più una costrizione legata solo ed esclusivamente al denaro.

Andando avanti ci saranno solo poveri o ricchi, non esisterà più la fascia di mezzo delle “famiglie perbene” quindi o si è dannati o si è “disgraziati”. Per assurdo credo a questo punto sì, che la Laurea acquista valore, diversamente ci sono donne scienziato che alla fine finiscono a fare la commessa in uno squallido supermercato di quartiere e non parlo solo di una realtà ristretta al nostro Paese.

Ovviamente spero che non siate d’accordo con mè, che continuate a credere nel perbenismo, mentre madri con figli a carico sono costrette a prostituirsi perchè l’ex marito non paga gli alimenti, e se sono fortunate fanno foto per adulti con viso coperto o “lo fanno in chat” che per certi versi fa meno male!

Ma per tirarci un po’ sù il morale, ecco un video esilarante di una ragazza che chiede di fare sesso ai passanti... Evviva il coraggio!!! (E la goliardia).

E’ vero che poeti e scrittori sono dannati?

Alcuni poeti e scrittori sono sicuramente “dannati”, si, certamente!

Nasci con un “male” simile ad un cancro che va estirpato prima che si metta a contaminare anche le altre parti sane e nasci con una rabbia nel cuore che ha voglia di esplodere però in gioia. E’ un discorso decisamente molto controverso e contorto, difficile da spiegare se hai deciso di stare lontano dai libri e se hai deciso di vivere una vita decisamente tranquilla, serena e soprattutto non basata sull’ “intelletto”, che non ha nulla a che vedere con l’intelligenza (tanto per essere chiari).

Frasi del tipo “vorrei non essere qui, in questo sogno, in questa vita”, oppure “vorrei trovarmi fra le braccia di Morfeo senza illudermi che domando aprendo gli occhi potrebbe essere un giorno migliore”. C’è una caratteristica che ti porta a scrivere ed è “l’auto-coscienza” o spesso l’auto-analisi che fai di te stesso. Cambieresti di te ciò che non ti piace ma perderesti le tue migliori caratteristiche. Sai che in questo modo puoi essere tutto cio’ che vuoi: “bella, dannata, spregiudicata, esclusa da certi giri”, e la compassione diventa la cura ad una dislessia di pensiero piu’ che di parola che condanna i tuoi scritti. I poeti infatti, piu’ che gli scrittori in genere, fanno paura… lo sai il perchè? Perchè è facile definire folle cio’ che parla di morte associandola alla vita…