STUPRATORE TORTURATO E CROCIFISSO DAI NARCOS

C’è una cosa che non mi piace, ovvero l’idea dello stupratore crocifisso come Gesù, io lo avrei seppellito in una fossa, chissà che qualche malato di mente non lo voglia davvero paragonarlo a Gesù ed emularne le gesta solo per arrivare “lassù”. Oppure lo avrei dato in pasto a qualche animale particolarmente feroce… Di fatto però è possibile dire che Eladio Martinez Cruz, messicano di 24 anni, ha scontato così la sua pena. Una fine che non ha niente a che vedere con lo Stato e le sue leggi. L’uomo, che ha stuprato la sua vittima in un magazzino nei pressi di Contepc, Stato messicano di Michoacan, era stato rapito sulla vettura della polizia che lo stava trasportando al commissariato per i dovuti accertamenti. Dopo la cattura è stato torturato e poi crocifisso all’incrocio di due provinciali. A riservargli questa punizione sono stati probabilmente i “Cavalieri templari”, un gruppo criminale dedito al narcotraffico, che si ispira all’antico ordine e che si atteggia a vendicatore del popolo.
Tra le regole che gli adepti devono rispettare c’è, infatti, anche quella secondo cui i cittadini oppressi debbano essere difesi in ogni modo. Chi non rispetta le suddette regole è destinato a morte certa. In questo caso da difendere e da vendicare c’era la donna stuprata da Cruz.
Una telefonata anonima arrivata il giorno dopo ha spiegato dove si trovava il cadavere. Il corpo dell’uomo è stato rinvenuto privo dei genitali. “Così finiscono gli stupratori”, era scritto su un messaggio ai piedi di Cruz.

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Dovrebbe essere la stessa sorte che tocca agli stupratori anche da noi in Italia, a prescindere dalla razza bastarda che accomuna ogni colore, religione, sottocultura…a prescindere che siano mariti, conviventi, fidanzati o bastardi incrociati nel locale o nella strada sbagliata…

Questa incredibile testimonianza risale al 1983, è tratta da “FILM STORY: STUPRO” di Enzo Biagi.

 

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