Quando i Grandi se ne vanno io mi sento Sola…

Franco-Califano

Personalmente devo molto (ma poi cosa devo?), ai Grandi personaggi che hanno saputo raccontare e soprattutto emozionare. Ero piccina quando uno “spauracchio” (o almeno era così che io lo vedevo ed interpretavo) cantava “Vengo anch’io no tu no…”. A dire il vero cantava quei perchè della vita che avrei imparato solo più tardi. Ed è così che se ne è andato il genio di Jannacci, tanto introverso quanto estroverso, tanto presente quanto assente, colui che decideva quando esserci e quando dare… La sua tristezza mi è rimasta impressa nello sguardo.

E se me lo dicevi prima... forse mi preparavo ma come ci si prepara infondo alla morte…

E poi in questa Pasqua credule e beffarda un altro Grande ci ha salutati, Franco Califano che ha amato una sola cosa nella sua vita: la musica ed essa lo ha tradito e ferito più di tutte le donne che ha avuto. “Uno che usa il Viagra pensa al piacere suo. Io ho sempre pensato che la donna dovesse essere soddisfatta prima che l’uomo cominciasse a essere soddisfatto“.

Dentro capisci meglio il mondo fuori, capisci che a volte stai meglio dentro. Se ti sai comportare, se sei una persona perbene, come sono sempre stato io, dentro c’è rispetto, fuori no. In carcere ci vanno gli extracomunitari, gli artisti che non hanno fatto niente. Ci vanno i personaggi. Poi di delinquenti veriil mondo, l’Italia, ne sono pieni, ma in carcere manca un sacco di gente“.

Tutto il resto è davvero noia, anzi tristezza… Ed è così che mi accorgo che sto invecchiando sola…Perchè infondo la mia generazione è ancora persino troppo giovane per capire e sentire ciò che io già sentivo e provavo ma soprattutto capivo, oltre vent’anni fa…

 

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