Parliamo di Suicidio: perchè vergognarci?

suicidio

L’insofferenza non è sempre sintomo di debolezza.

Mi hanno sempre detto che dovevo essere educata, gentile, che dovevo tenere con cura le mie cose, che dovevo mostrare rispetto. Quando ho iniziato a frequentare la scuola materna, ed ho iniziato ad interagire con i miei coetanei ho potuto verificare che non tutti erano gentili ed educati e questo mi ha fatto male. E’ in quel momento che ho iniziato a chiedermi i primi “perchè”?.

Crescendo ho iniziato a chiedermi perchè io dovevo sempre essere puntuale e gli altri no, perchè io dovevo sempre comportarmi bene, con educazione e rispetto a dispetto di certi cafoni che ottenevano maggiori risultati… Non mi sentivo fragile, ma il mio carattere mi ha portato ad avere una sensibilità maggiore ed a crearmi enormi sensi di colpa per delle sconfitte e per dei fallimenti creati da altri. Il fatto di aver deluso e di aver deluso mè stessa, mi ha portato sicuramente ad avere pensieri terribili. Ho avuto un padre molto severo, che non mi ha mai perdonato nulla, mai un elogio, sempre e solo pronto a giudicare le “cose sbagliate”, forse per questo ho fatto “più cose sbagliate”, perchè ero terrorizzata e quindi sbagliavo.

Ho provato anche a pensare che probabilmente avrei iniziato a vivere una volta che sarei rimasta senza persone “negative” nella mia vita, o senza mio padre, ma gli anni passano anche per mè, non posso aspettare un possibile “ripensamento”. Credo inoltre di avere mangiato chili di rabbia, di avere ingoiato tonnellate di delusione eppure mi sono sempre detta che probabilmente esisteva una ragione a tutto questo.

Insomma, io non sono Dio, quindi se continuavo a ricevere calci in faccia una ragione c’era. Forse quella di spiegare ad altre persone che è fondamentale circondarsi di persone positive le quali sono essenziali per aiutarci a creare anche situazioni positive.

Non pensiamo che la famiglia sia davvero così perfetta, purtroppo non tutti possiamo contare sulla famiglia. Ci sono situazioni molto pericolose e noi non dobbiamo forzatamente realizzare le migliori favole dove c’è solo male, invidia, arroganza: anche un genitore può volere il nostro male. 

Quindi bisogna trovare la forza di SCAPPARE il più lontano possibile e di reagire. Io non l’ho fatto, o meglio, l’ho fatto troppo tardi. E mi sono persa tanto della mia vita. Nell’oblio di questa dimensione non ho fatto altro che incontrare persone negative sempre più simili a mio padre e sono rimasta senza fiato, ma soprattutto SENZA CORAGGIO.

Sono persino arrivata a punirmi: mangiare per ingrassare, non andare più dal parrucchiere, trascurare la mia persona… mi sono detta che “io non merito”, in realtà non penso tutto questo, ma la “punizione” sembra essere un passaggio obbligato. E si, ho desiderato la morte, ed ogni tanto ci penso… a quanto sono stupida. A quanto tempo ho perso e forse sto ancora perdendo.

Non ci ammazziamo per amore, per un uomo, una donna, probabilmente nemmeno per la crisi, per gli inganni… ma ci ammazziamo per la SOLITUDINE.

Si suicidano i poveri, i ricchi, i giovani… MANCA ANCORA LA FAMIGLIA

Ho cercato una spiegazione “più complessa”, qualcuno ancora tenta di farci credere che il suicidio sia legato ad una sorta di malattia: secondo quanto scoperto da un gruppo di ricercatori statunitensi, infatti, il gesto sarebbe strettamente associato ad un complesso disordine mentale. Nei soggetti che “decidono” di togliersi la vita, avviene uno “stravolgimento” di alcune proteine fondamentali per il funzionamento cerebrale. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica “Neuropsychopharmacology”, dimostra come quello che potrebbe essere definito il coraggio di morire sia derivato da una specifica alterazione dell’equilibrio neurochimico. Va detto tuttavia che questi squilibri nella maggior parte dei casi non sono scollegabili da eventi che hanno coinvolto l’individuo. Ma io non credo a questo. Credo in quello che ho scritto e quando penso al suicidio piango. E se piango vivo, vuol dire che mi fa male. E vuol dire che non mi ammazzo. Ho ancora emozioni. Se hai emozioni vuoi vivere ed ami la vita. Se ami la vita sarai sicuramente amato ed amata. La forza siamo noi, se vogliamo essere forti noi possiamo essere forti. Tutto dipende da noi. Concediti una sola possibilità prima di decidere. Però pensaci! E poi vivi!

Adesso è difficile, certamente non impossibile, ma non è facile.

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