I “ricchi” sono coloro che oggi hanno ancora un lavoro!

denaro Ci sono “ricchi e ricchi” al mondo, ci sono quelli che vivono, quelli che sopravvivono, quelli che possono ancora permettersi di utilizzare il denaro come carta igienica ma dinnanzi a notizie come quella dell’ omicidio-suicidio di una coppia, avvenuto presumibilmente per motivi di difficoltà finanziarie, non ci sono parole.  I cadaveri di marito e moglie lui 50 anni di Firenze, e lei 47 anni distesi sul letto, accanto alla pistola con cui uno dei due ha ucciso l’altro prima di togliersi la vita, fanno pensare ad una disperazione davvero torbida. Uccidere il proprio marito o la propria moglie prima di togliersi la vita per colpa dello sporco denaro, perchè come facciamo a considerarlo ancora “dio denaro?”. Il denaro è una condanna, dobbiamo per forza averne, altrimenti come faccio a sopravvivere? Il denaro che non abbiamo ci sta uccidendo e quello che abbiamo come lo consumiamo? In scuse? Quanti al giorno d’oggi possono permettersi di restare senza stipendio per un mese? Pochi… e poi c’è l’aspetto dell’omertà, o meglio della vergogna, di non essere in grado di chiedere aiuto, perchè non vale nemmeno la pena oggi commiserare denaro… i due coniugi, avevano detto ad amici e parenti che sarebbero partiti per un viaggio in Bulgaria e per questo non sarebbero stati cercati in questi giorni. I carabinieri avrebbero trovato un biglietto nel quale la coppia chiede scusa per l’estremo gesto: questa circostanza farebbe presupporre che marito e moglie erano d’accordo nel togliersi la vita in questo modo e nell’affrontare insieme questo viaggio di “pace”, perchè quando il denaro diventa assassino poi… si può solo raggiungere la pace![/md_text][/vc_column][/vc_row]

“DAVIDE BIFOLCO? ANCHE SE È MORTO RESTA UN TEPPISTA”

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A dire che Davide Bifolco, anche se è morto resta un teppista, non sono io, ma Mario Borghezio, esponente di spicco della Lega Nord, che non usa mezzi termini per dire la sua sulla vicenda del ragazzo ucciso da un carabiniere a Napoli. «Così si chiama uno che gira senza casco e non si ferma all’alt dei carabinieri. Non mi unisco al buonismo nazionale – spiega il leghista a La Zanzara – le manifestazioni in quel rione sono una vergogna nazionale». «Davide – dice Borghezio – è morto per colpa di Napoli. Sono indecorose quelle mamme urlanti del rione Traiano. Questa è l’Italia di merda, come dice la figlia di uno dei marò». «Per Napoli ci vuole uno come il generale Mori ai tempi del fascismo. Ci vogliono dei rastrellamenti nei rioni di camorra», conclude.

Io no sò cosa serva davvero a Napoli per Napoli, forse Napoli non cambierà mai, perchè non vuole cambiare, con tutti i limiti, i difetti, ma anche con quel qualcosa che può appartenere solo a Napoli, così si potranno scrivere ancora pagine di cronaca nera, e al tempo stesso, girare i film più belli, ed ispirarsi alle canzoni come tanti cantautori fecero in passato ed ancora fanno. Quello in cui concordo con Mario Borghezio, riguarda il “perbenismo”, che appare subdolo in questa vicenda, da vera e propria sceneggiata, fossimo a Milano, la vicenda sarebbe andata probabilmente in maniera diversa. Va detto anche che una madre ha perso un figlio, questo dolore andrebbe comunque rispettato e capito, a prescindere da tutto il resto. Forse girare senza casco e non fermarsi all’alt dei carabinieri, può considerarsi una bravata, soprattutto per la gente di Napoli, forse non avere rispetto delle forze dell’ordine, è una “prova di coraggio” dei ragazzi di Napoli, di alcuni, che poi pagano con la vita, e forse molto parte proprio nelle case, nelle famiglie, nella mentalità, quella che a Napoli spacca ogni giorno l’opinione delle persone in due. E forse le forze dell’ordine hanno paura di uscire al mattino e di non ritornare più a casa la sera dalle loro stesse famiglie e questo perchè sulle strade di Napoli possono trovare di tutto, tanta brava gente, ma anche tanti delinquenti e ragazzi come Davide.

L’Ice Bucket Challenge di Marika Fruscio: solo un modo per mostrare le tette!-Video-

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Cara Marika Fruscio, sei molto bella, simpatica, e soprattutto così dotata (fisicamente) da fare invidia a moltissime donne, a me personalmente no perchè sono timida, quindi se anche avessi le tue tette non troverei davvero il coraggio di mostrarle, ma a parte questo, forse questa volta hai sbagliato “i modi”.

Dico questo pensando alle famiglie ed alle persone che con la Sla hanno a che fare ogni giorno, che forse sono concentrate più in altri pensieri, quindi, ok la “secchiata gelata” dei vip, che ovviamente fa parlare (abbiamo bisogno di questo) ma anche se scherzosa, un po’ più… capita? compresa? Così sembra uno show personale, un’esibizione più per sè stesse che a favore  della “causa”, anche se la tua “secchiata” sarà sicuramente una delle più cliccate.

Non sono sicuramente la sola a polemizzare, anche se non ho motivo di farlo, il mio è solo un pensiero ad alta voce, perchè mi sento un po’ coinvolta, infatti il video  in cui ti becchi la doccia fredda con una maglia bianca trasparente che lascia poco all’immaginazione, non è passato inosservato (questo era infatti il tuo scopo personale), ed ha provocato alcuni attacchi polemici, e riporto quanto ho letto: «L’ice bucket challenge, la “gara di solidarietà” in favore della ricerca sulla Sla, ovvero il gavettone di acqua fredda che si passa via internet sta spopolando nel web – hanno fatto sapere Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della Radiazza – Ma secondo noi è anche diventato un modo per farsi pubblicità senza neanche sapere di quale malattia si tratta».

 

L’ice bucket challenge di Marika Fruscio

 

 

Scrivere un libro può salvarti la vita!

 

libro katiaSe il mio pensiero – Scrivere un libro può salvarti la vita -, sia opera della dannazione, io questo non lo so, quello che però credo, praticamente da quando sono nata è che chiunque si senta in grado di dire qualcosa, o meglio, scrivere qualcosa, ci debba provare.

Un tentativo arriva anche da Facebook: provate a postare le vostre frasi, i vostri pensieri, se i vostri amici lasciano dei commenti, concordano con le vostre affermazioni, allora avete una buona possibilità di arrivare al grande pubblico, quello che ancora (per fortuna) legge. Ci sono infatti tante occasioni per scrivere un libro, un e-book, che può cambiare la vita e salvarvi dall’apatia o dalla frase “e adesso che faccio?“. Spesso mancano stimoli, intuizioni, siamo infangati dalla banalità, provare a dare un nuovo input alle persone potrebbe essere anche una strada verso la nostra ricchezza, perlomeno quella di spirito. Non a caso una delle professioni nata negli ultimi anni in tv è proprio quella “dell’opinionista”, saper dire quindi sempre qualcosa, saper farsi “porta voce” del pensiero di altri, qualche volta aiuta, l’importante è saperlo fare bene con intelligenza e con intuizione, questo porta nella vita “virtuale” ad ottenere molti like.

Su come scrivere un libro, o meglio un e-book, ci sono molte strategie, conoscerle alcune o farsi aiutare, sicuramente aiuta a confezionare un prodotto che potrebbe cambiare la vita. Internet resta davvero l’opportunità, e provarci è un diritto!

Berlusconi è decaduto perchè non fa parte del Bilderberg

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Sono una grande sognatrice, amo la vita, voglio credere nelle persone, soprattutto nelle persone che sono insignite di alte cariche, voglio credere nel Bilderberg!

Berlusconi è decaduto per due ragioni, primo perchè ha fatto il “pistola” con il Bunga Bunga, diventando una delle barzellette preferite, prima del suo show con Apicella e per seconda cosa è decaduto perchè non appartiene al Bilderberg. Non sussiste reato in Italia per chi non paga le tasse, non è il primo politico, non sarà l’ultimo, ma per chi già lo pensa, non farà nemmeno la fine di Craxi. Ma non è nemmeno il secondo Andreotti d’Italia.

Qualcuno crede che dal momento in cui Ronald Reagan sia diventato Presidente, tutto è stato possibile, ma noi non abbiamo lo stesso spirito degli americani, siamo più incazzati quando si tratta di politica e siamo facilmente strumentalizzati. Vogliamo dare fiducia alle persone che ci governano senza sorridere, a chi si veste sempre di blu e tiene lo sguardo basso, a chi rifiuta di andare da Bruno Vespa, a chi è schivo, ma soprattutto a chi è pedofilo ma non lo manda a dire. C’è chi rimpiange la massoneria, chi rimpiange il re, chi il Duca… ma c’è anche chi oggi piange Berlusconi.

Lo avete amato e con la stessa forza oggi lo odiate, qualcuno sta festeggiando bevendo fiumi di champagne. Io credo che Berlusconi non sia stato affatto un uomo intelligente, anzi, credo che nella sua infinita bontà, si sia fatto raggirare in tutti i modi possibili, ma ancora di più credo che abbia fallito nel momento in cui si è dimostrato un uomo con il vizio delle gonnelle facili. La lezione che ha dato alle donne che volevano fare successo è stata molto chiara, poi manda le sue figlie a studiare… e vediamo Barbara Berlusconi in copertina su Fantagazzetta a sostituire Galliani in questa veste:

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Ho l’incubo di vedere Berlusconi in giro per le strade come un mendicante a chiedere l’elemosina con la gente che gli sputa addosso per aver leccato i genitali di Belen. Speriamo che adesso almeno la giovane fidanzata gli resti accanto, e che gli servi a qualcosa almeno, perchè sarà un periodo molto difficile… in decadenza. Di Berlusconi ho solo un ricordo: il Milan degli anni d’oro, quello di Gullit, Baresi e Van Basten, forse basta questo per dire “Grazie”.

LE WEB C’EST MOI – Intervista a Katia Boni di Carlo Maria Catriota

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Non potrei certo dire, parlando di Katia Boni: “Chi è costei?”: per la semplice ragione che tutti (o quasi tutti) i cibernauti la conoscono molto bene. Katia Boni imperversa ovunque, in Rete: è su Facebook; è su Twitter; è su Skype; possiede ovviamente, manco a dirlo, il suo sito personale: www.katiaboni.com. Ma Katia Boni è soprattutto un fiume in piena di idee e concetti innovativi, che sono ormai parte dell’immaginario collettivo: dalle “resi persuasive” al “SEO Copywriting”; dagli “slogan vincenti” ai “testi per i discorsi”. Ho intervistato via-mail per “Currunt” questa autentica forza della natura.

Carlo Maria Castriota

1) Descriviti

Sono un’eterna infelice, felice di poterlo essere. Ho un’indole particolare, di colei che si fa le domande e si dà le risposte, di colei che sa cos’è bene e cosa è male e che quando sbaglia lo fà persino di proposito, ma non è masochismo, è voglia di mettersi alla prova, per non “morire” di noia. Un’eterna insoddisfatta “perchè se tutto mi andasse bene, non saprei più a cos’altro ambire”. Fisicamente sono un disastro, mi guardo allo specchio e faccio le boccacce, sono molto autoironica, ma gioco con i miei pregi, i difetti li censuro da mè. Molto ambiziosa, ma non amo scendere a compromessi, ho detto “no” tante volte al successo facile, mi sarei fatta proprio schifo, che senso avrebbe avere un ruolo di prestigio sapendo che non è certo per merito. Amo scrivere, forse amo fare solo questo (mi riferisco a cose non persone). Ho sempre ricevuto tanti complimenti, ma mai dalla bocca delle persone che avrei voluto io, questo un po’ mi ha accanita contro “quel risultato” che vorrei godermi un giorno seduta in riva al mare, con lo sguardo perso oltre l’orizzonte a chiedermi “ bhè, ma adesso che faccio”. Sarà mica giunta l’ora di morire…?

2) “La mia passione siete voi”, scrivi: chi e perchè?

La mia passione sono tutte le persone che si “appassionano” a quello che scrivo e non solo “per come lo scrivo”. Abbiamo tutti quanti pensieri e punti di vista molto interessanti, spesso però la paura di dire qualcosa ed essere giudicati, magari anche qualcosa di giusto ma in un modo diverso, ci spaventa. Ecco, io scrivo quello che penso, nell’unico modo che conosco, e parlo molto con mè stessa, invece che con gli altri.

Amo le persone ed il loro modo di pensare, si impara molto nella vita se si vuole davvero imparare, ma soprattutto se si impara ad ascoltare!

3) Parlaci dei tuoi due libri.

A dire il vero ne ho scritti più di due, ma da ragazzina sono caduta nella trappola delle speudo case editrici, di coloro che in modo meschino e subdolo giocano con i sogni di coloro che amano scrivere. Si farebbe di tutto o quasi per vedere il proprio libro pubblicato, quindi ho pagato anch’io per arrivare da nessuna parte. Vorrei tanto che le persone capissero che un conto è stampare il proprio libro, un altro conto è avere un vero e proprio contratto con una VERA casa editrice. Ma nella vita tutto si impara… anche dalle “batoste”. Io non sono del pensiero che “chiusa una porta si apre un portone”, penso invece che l’esperienza dovrebbe aiutare a non commettere più i medesimi errori. Ma ritornando ai miei due libri “ Trasgressione Sentimentale Femminile” è stato censurato per via della copertina, così è divento “ Tu le Donne le Capisci”, un vero fiasco, perchè anche se il contenuto è il medesimo cambia l’aspetto e quindi l’impatto con il lettore. Ma la censura mi ha sempre perseguitata, ricordo da ragazzina di aver scritto e distribuito un libro dal titolo “ I colori della Memoria” e di essere stata “bannata” (per usare un termine di oggi) per aver parlato “delle voci di dentro”. Mi sono sentita una specie di Giovanna d’ Arco anni “2000” alla Santa Inquisizione, un’eretica che stava per essere messa alla gogna. Amo la libertà e ne aborro la censura, credo che nel rispetto della buona educazione ognuno sia libero di professare il proprio pensiero, ma non è così e forse non lo sarà mai, cambiano i tempi, ma probabilmente non abbastanza le persone. Mentre “ La Bimba che non aveva mai visto il Mare”è una fiaba per bambini, dedicata all’amore incondizionato della famiglia. Un esempio di come la “povertà” possa essere presa d’esempio per esaltare altri valori che ti portano a capire come “ti devi muovere nella vita”. Credo che non puoi apprezzare la vera ricchezza se nasci “ricco”, se hai tutto e non lotti per ottenere qualcosa. Ma se sei ricco dentro e se sai farti valere, allora anche tutte le altre ricchezze arrivano. Questo è in parte un po’ il mio percorso di vita, insomma io sogno davvero “di farmi” l’auto sportiva!

4) Cosa vuoi significare con l’espressione: “testi persuasivi”?

I “testi persuasivi” sono quei testi che inducono l’utente “a compiere l’azione”, ad esempio a cliccare un link, mettere “mi piace”, ad esempio su una pagina Facebook, acquistare un prodotto, condividere un servizio. A parità di prodotti e servizi c’è sempre uno di questi che viene venduto maggiormente e scelto, ecco cos’è che online fa la differenza? Un testo persuasivo può fare la differenza. Davanti al pc non posso capire se il prodotto ha davvero tutte le potenzialità descritte e se il servizio è davvero performante alle mie esigenze, mi lascio condizionare da tanti fattori, grafica, immagini, facilità di navigazione nel sito, e dalle informazioni che devono essere chiare, complete, accattivanti, che devono anticipare le risposte alle mie domande. Se sono persuasa da tutto questo potrò provare a diventare una cliente, se mi trovo bene condividerò sui miei social preferiti anche il prodotto e ne farò una buona pubblicità, ovviamente il testo persuasivo non determina il prodotto che deve essere di qualità. Ai testi persuasivi vengono poi abbinate strategie di marketing e di vendita, quindi spesso i Copywriter lavorano e collaborano con le Web Agency.

5) Cos’è il SEO Copywriting?

Semplifico la risposta dicendo che per mè il SEO Copywriting è un lavoro. E’ la capacità di scrivere testi di qualsiasi argomento, oppure descrizioni di prodotti e servizi, in “chiave SEO”, ovvero per mezzo delle key (parole chiave) le quali risultano essere maggiormente ricercate dai motori di ricerca come Google. Il fine è quello di ottimizzare il sito, riuscire a indicizzarlo nelle prime pagine dei motori di ricerca, renderlo il primo nelle ricerche degli utenti. I testi devono essere originali ed unici, chiari, comprensibili a tutti e devono contenere le informazioni che aiutano l’utente a decidere. Oggi sempre più persone si affidano ad internet, i privati per i loro acquisti, hobby e divertimento e le aziende per incrementare il proprio business, siamo ogni giorno una finestra sul mondo, anzi, ogni momento siamo letteralmente catapultati nel mondo, quindi è bene sfruttare al meglio tutte le potenzialità a nostra disposizione per divenire sempre più ingombranti e ricchi in questo grande mondo!

6) “Slogan vincenti”: quando sono tali?

Gli slogan sono “vincenti” quando “colpiscono nel segno” il pensiero dell’utente. Alcune volte mi è capitato di pensare ad alcune cose e poi ritrovarmele nei cartolloni pubblicitari, ecco l’idea è quello di non essere la sola a pensarla in un certo modo, ma di vedere il mio pensiero condiviso da altri. Si tratta di frasi semplici, di grande effetto ed impatto che inducono al cambiamento, spesso si usano gli imperativi proprio per dare forza al messaggio. Ovviamente io mi riferisco agli slogan vincenti del marketing, di chi vuole vendere i propri prodotti e servizi, poi il settore è molto vasto. Però lo scopo di uno “slogan vincente” è proprio quello di colpire l’attenzione dell’utente, nel bene e qualche volta anche nel “male”. Spesso sono ordini, molto complessi, anche se apparentemente semplici all’utente, che mirano a far compiere una determinata azione e fanno leva sulle nostre debolezze, sui nostri sogni, ambiziosi, sui nostri piaceri, sulle nostre golosità, dipende dal target di persone a cui si rivolgono e con quale scopo. Uno degli esempi più celebri è stato pronunciato da Obama e poi copiato in tutto il mondo: Yes, we can! Non ha nulla di particolare questo slogan ma il fatto che sia stato pronunciato dal Presidente degli Stati Uniti ed il fatto che proprio il Presidente abbia pronunciato una frase così semplice, ha reso tutti i cittadini del mondo fieri e desiderosi di poterla fare… ( a fare cosa non è detto a dirsi, però funziona così…). Quando uno slogan “diventa proprietà” della “massa” perchè condiviso da tutti, significa di aver ottenuto il “potere”, e questo “potere” può essere dato ad una persona, ad un servizio, ad un prodotto, proprio grazie allo slogan stesso:  Yes, we can!

7) Sei specializzata nei “testi per i discorsi”: qualche politico te li ha mai chiesti?

Sono sempre stata lontana dalla politica per “paura” di “prendermela troppo… seriamente”. Ma adesso che gli anni passano e l’esperienza inizia ad avere radici ben profonde e ben piantate, confesso che mi vedrei bene a scrivere testi per politici, anzi, colgo l’occasione per offrire questo servizio a tutti i politici (si può?). Ci sono persone che sanno parlare ma non sanno scrivere, e persone che sanno scrivere ma non sanno parlare, spesso chi parla rischia per essere logorroico e di ripetere sempre gli stessi contenuti annoiando e distogliendo l’attenzione di coloro che ascoltano. Bisogna dire e scrivere contenuti interessanti, e perchè i contenuti siano interessanti devono riguardare tutti quanti, così come il politico parlerà della crisi (argomento attuale), della disoccupazione, della famiglia, dovrà parlare anche delle aspettative, dovrà rivolgersi a tutti, a Lidia che non trova lavoro nonostante il Master a Londra, a Giovanni, padre disoccupato con tre figli più la moglie a carico, dovrà parlare di Claudio e Lia di 80 e 83 anni che non possono più pagare l’affitto, dei problemi di Marina che ha un figlio disabile e ancora deve combattere ogni giorno contro la burocrazia, che non riesce a portarlo a scuola in auto perchè abita al terzo piano senza ascensore, che il suo ex marito non le passa gli alimenti… Diamo speranza a tutti, rendiamo a tutti la giusta dignità, se le persone acquisiscono più fiducia, sono un grande investimento per sè stesse e per la comunità.

8) Scrivi poesie, come dire, “su commissione”: ma si può “vendere” la poesia?

Il problema non è mio che “vendo poesie” ma da chi le acquista, mette il proprio nome come autore e si spaccia come Poeta.  La Poesia nè si vende, nè si acquista perchè in entrambi i passaggi potrebbe perdere il suo alto grado di purezza. Ovviamente i grandi Poeti hanno tutti nomi altisonanti che nulla hanno a che vedere con mè che faccio prosa, o almeno ci provo.

La Poesia non è solo triste, la trovo anche inquietante, soprattutto quando penso ad Alda Merini, purtroppo mi ritrovo in certi suoi aspetti, scrivo “purtroppo”, perchè per la “legge dell’attrazione” qualcosa poi nella vita ritorna. Una sera di tanti anni fà fui così colpita da una intervista da non riuscire a cambiare canale, la parte riguardante la “pazzia”, la “follia”, il manicomio, il marito così incapace di gestire la situazione che dinnanzi alla “diversità” invece di trovarla geniale, l’ha definita “malata”, mi hanno fatto riflettere che ancora oggi per essere poeti occorre prima di tutto essere coraggiosi.

9) Raccontaci la tua visione e i tuoi progetti sull’autismo.

L’Autismo è una madre che lotta contro l’indifferenza, contro una patologia che ancora non è del tutto riconosciuta, contro i silenzi del proprio figlio, contro le aggressioni, contro un dolore che non trova espressione, contro la diffidenza, contro il giudizio. Una madre stanca che spera di poter dormire almeno per una notte intera… Non amo dare giudizi, nel mio caso conosco bene la causa, per questo ho deciso di “parlare”. Avevo pensato di far fare delle magliette con la scritta “ non sono cattivo, non sono maleducato, sono autistico”, in modo tale da non dover giustificare ogni volta comportamenti diversi. I bambini down trovano compassione perchè hanno una fisionomia diversa, i bambini autistici no. Quello che voglio è creare il confronto, portare esperienze signficative, in modo tale da aiutare non solo i bambini, ma i genitori dei bambini autistici che sono il “nutrimento” per i bambini stessi.

Un ambiente armonioso e stimolante è sicuramente la giusta dimensione da cui partire, ma perchè un genitore sia sereno deve essere aiutato dai vari Centri di neuropsichiatria, alla scuola, solo cooperando tutti quanti insieme arriveremo ad avere bambini felici, e questo è quanto ci si aspetta per tutti i bambini.

L’autismo è una dimensione molto particolare della vita, occorre interpretare una visione diversa ma molto profonda ed intelligente. Spesso sono le emozioni a fare più paura, lavoriamo perciò su quello che noi sappiamo e possiamo dare, le risposte arriveranno sicuramente dai bambini.

In questi giorni ho aperto un blog sull’autismo, sono solo all’inizio di un lungo lavorohttp://figliautistici.vista.org/cosa-significa-avere-un-figlio-autistico/?doing_wp_cron=1378205068.6726839542388916015625 e chiedo il sostegno di tutti sulla pagina Facebook dedicata all’autismo https://www.facebook.com/pages/Figli-dell-Autismo/393882520712931, infondo siamo un po’ tutti “figli dell’ autismo”, della depressione, della paura, del confronto, di non sapere cosa ci aspetta domani per noi e per i nostri figli, GRAZIE DI CUORE!

di Carlo Maria Castriota

 

Fonte: http://www.currunt.tv

 

 

È MORTA FEDERICA, BLOGGER STAR DEL WEB

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E’ finita la battaglia di Federica Cardia da due anni alle prese con un tumore al colon al quarto stadio. Non ce la fatta la blogger dell’Huffingtonpost, stroncata a 30 anni da un male incurabile.

Ha lottato aprendo anche una pagina facebook chiamata“Tanto vinco io” descrivendosi così: “Sono Federica, ho 30 anni e convivo con un tumore al colon. Parlarne non è facile, ma ci proverò. Racconterò tutto per trovare informazioni, e il vostro aiuto. Senza paura. Perché tanto vinco io”. Per tutti coloro che l’hanno seguita sul blog o sui social network Federica ha vinto lo stesso, per la forza con cui ha affrontato la malattia, senza nascondersi o chiudersi in se stessa. Le ultime visite sono state decisive, con lo specialista che si è rifiutato di operarla. Il tumore si era diffuso in modo irreversibile e non ce l’avrebbe mai fatta.

I Blogger hanno la caratteristica di riuscire a trasformare qualsiasi evento in qualcosa di unico e speciale, Federica sicuramente con la sua forza ha aiutato e dato speranza a tante altre persone che sicuramente riusciranno a sconfiggere la mattia. Bisogna andare avanti e lottare sempre, o almeno bisogna provare. Poi la sorte rimescolerà le carte, e per chi crede in Dio, la “chiamata”, può anche avere un senso.

La mia personale battaglia, e sono convinta che anche Federica l’avrebbe sostenuta, è contro l’indifferenza all’ AUTISMO, una patologia purtroppo sempre più comune in tanti bambini e come lei, ho aperto anche una pagina Facebook

Ha più senso scrivere quando possiamo dare voce a cause che riguardano il bene di tutti, ma questo Federica, in parte lo insegnato…

Il Sesso è noioso, meglio l’informazione Web

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Non vi svelo il mio pensiero in proposito, ma nel titolo viene espresso il senso di un video che sta facendo molto discutere, perchè è ovvio che quando si parla di SESSO tutti abbiamo qualcosa da dire, anche se coloro che spesso hanno da dire sono proprio coloro che il sesso non lo praticano più da tempo, non perchè non vogliono, ma perchè non hanno con chi farlo (e chiedetevi/chiediamoci il perchè).

Il video lo potete trovare qui fino a quando non sarà rimosso, questo è quanto è stato chiesto, ma chi mi segue sà bene come la penso sulla “censura”, ovvero la considero la peggiore delle dittature. Purtroppo l’uomo non sembra meritevole della “libertà”, forse perchè da “libero” fa più casini (sò che casini non si può dire).

Comunque sia il sesso non è noioso, lo sono le persone quando fanno entrare “in camera da letto” i problemi, o meglio “le paturnie della nonna”, ma ai giorni nostri o paghiamo soldoni agli strizzacervelli oppure per forza di cose, le “paturnie” entrano… ed entrano ovunque… perchè se non entrano “loro” entrano le suocere e non sò cosa sia peggio!

L’Escort è il lavoro del futuro?

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Mi sto tormentando con questo quesito e credo che sì, che sia possibile che l’ Escort sia il lavoro del futuro, ma per farlo bene (in termini di guadagno), occorre non solo essere carine fisicamente, ma anche nei modi, sicuramente intellettualmente avanti, quindi colte, raffinate e con classe. Il problema è che poi di “un’ Escort così” ce ne si innamora, perchè non è facile trovare una donna la quale rispecchi tutti i canoni della Venere: buona, generosa, prosperosa, con in più l’intelligenza dei nostri tempi. Inoltre a questo livello è l’Escort a scegliersi i Clienti, il lavoro diventa quindi un piacere così come il sesso diventa gradevole e non più una costrizione legata solo ed esclusivamente al denaro.

Andando avanti ci saranno solo poveri o ricchi, non esisterà più la fascia di mezzo delle “famiglie perbene” quindi o si è dannati o si è “disgraziati”. Per assurdo credo a questo punto sì, che la Laurea acquista valore, diversamente ci sono donne scienziato che alla fine finiscono a fare la commessa in uno squallido supermercato di quartiere e non parlo solo di una realtà ristretta al nostro Paese.

Ovviamente spero che non siate d’accordo con mè, che continuate a credere nel perbenismo, mentre madri con figli a carico sono costrette a prostituirsi perchè l’ex marito non paga gli alimenti, e se sono fortunate fanno foto per adulti con viso coperto o “lo fanno in chat” che per certi versi fa meno male!

Ma per tirarci un po’ sù il morale, ecco un video esilarante di una ragazza che chiede di fare sesso ai passanti... Evviva il coraggio!!! (E la goliardia).

COMUNIONE NEGATA PERCHÈ È AUTISTICO

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Bisognerebbe sapere e capire cos’è l’autismo e poi giudicare o lasciarsi giudicare. Ma gli uomini di Dio hanno Giudizio?

Se prima non sei un padre o una madre che segui 24 ore su 24 ore un figlio autistico non puoi capire fino in fondo, la stanchezza, lo sgomento, le lacrime soffocate in silenzio, le preghiere rivolte a Dio: ” mio Signore ti prego aiutami non ce la faccio più“, e poi come sempre basta un sorriso, o un abbraccio o un semplice gesto che vale quanto il più bel discorso d’amore che un figlio possa dedicare ad una madre…

Ma questa vicenda è triste e lo è altrettanto come la vicenda del ragazzino picchiato a scuola dagli insegnanti, umiliato ed insultato perchè autistico. Io credo di essere una persona abbastanza tollerante e quindi di dare comprensione, e per tale motivo vorrei riceverne. Capisco la stanchezza e mi ripeto, il senso di smarrimento e di frustrazione, ce l’ho con il mio compagno che non mi permette di accendere una sigaretta quando avrei voglia e motivo di agguantare in questo modo la mia rabbia, ma le vicissitudini sono molteplici e non si limitano a questo, anche se spesso alleviano per un soffio il dolore.

Ma veniamo alla vicenda che lascia ancora una volta perplessi: Fabrizio, 11 anni, affetto da una forma di autismo, voleva fare la comunione con tutti i suoi compagni di classe. Un appuntamento – spiega Elda, la mamma – che aspettava da anni. Ma alla fine la comunione non l’ha fatta, e ora il piccolo cambierà chiesa. Il motivo? È sempre la madre a spiegarlo. «Forse un bimbo autistico crea troppi problemi. E non tutti hanno voglia di affrontarli».

Il primo incontro Elda D.S. lo ebbe con l’ex parroco di San Luigi, Vincenzo Tritto, recentemente trasferito a Genova dopo una permanenza napoletana durata non più di tre anni. «Mi disse che sarebbe stato meglio se avessi iscritto Fabrizio al corso organizzato da ”Fede e Luce”, una comunità religiosa che riunisce bambini e ragazzi con disabilità mentali». Un consiglio, è chiaro, solo un suggerimento che padre Tritto conferma di aver dato.

«Mi sembrava una buona soluzione per tutti, poi però non ho visto e sentito più nessuno». Lacrime e amarezza per la famiglia del bimbo. «Ho pianto tanto e mi sono disperata per mesi – è lo sfogo della mamma – nel vedere mio figlio messo da parte in questo modo…».

Eppure io credo che questo sia il modo più sbagliato di reagire. E’ vero che è difficile essere genitori, mamme, di bambini autistici ma i bambini autistici sono meravigliosi perchè ci permettono di avere delle percezioni che altri non hanno, noi genitori siamo in grado di convertire e plasmare emozioni che ci riportano proprio a dei gesti tanto semplici e a riscoprirne l’origine. Ci sono delle difficoltà questo è vero, ma la diversità non sempre è discriminate, spesso è un privilegio ed io lo vivo in questo modo!