Quanto ci innamoriamo delle parole?

Ci sono romanzi, ci sono fiabe, poi ci sono articoli ed infine post… Alla fine testi di qualsiasi argomento, e non è nemmeno così difficile scrivere purchè si rispettino le regole dell’ italiano “correggiuto”, quello che infondo uso io, ma non solo, visto che i tempi del ginnasio e delle “bacchettate” sulle mani e non solo, (dipende dal prof. omosessuale o troppo maiale), sono ormai solo un ricordo…

” Cantami o diva del Pelide Achielle l’ira funesta che infiniti indusse lutti agli Achei…” (spero di avere scritto in modo corretto ma non penso…). E se ho sbagliato tanto non correggo perchè non è questo il punto o la virgola… Intendo dire che il senso è un altro e così ti chiedo: ” Tu che scrivi hai potere?” Che domanda è? Semplicemente la mia. Quanto ami quello che scrivi e quanto ti innamori di quello che scrivi e quanto ancora ci credi. Io spesso tantissimo e me ne accorgo dai messaggi che mi arrivano. Solo ora mi rendo conto di avere fatto innamorare di mè alcune persone, ma sempre troppe, grazie a quello che scrivo. Ma quello che scrivo sono io, e allora dove sta la differenza? Sta nel fatto che quando scrivo mi sento come una farfalla, non perchè sono bella, leggiadra e colorata, ma perchè una volta che m’alzo in volo, so che presto potrò cadere e morire.

Ci sono persone che vivono intensamente ogni giorno come fosse il loro ultimo giorno di vita per non perdersi nessun istante prezioso, ed io scrivo come se fosse la mia ultima possibilità per non perdere un solo istante d’emozione…

Se mi sento la migliore? Si, in questo istante si!

3 commenti su “Quanto ci innamoriamo delle parole?”

  1. Katiolina bello… mi servirebbe una pagina…. quando stavo in comune.. tra tanta disperazione c’erano momenti ilari… il tecnico ha regalato al sindaco che iniziava le lezioni una bacchetta… come ai vecchi tempi….. raccomadandole di usarla……….. e diceva che era favolosa.. canna di bambù come niente altro…. da segni sulle mani!
    ok veniamo a te… si katia… io scrivo molto diversamente,…. ho l’immagine e l’immediatezza come obiettivo…. la comunicazione scritta che ha l’effetto ingigantito della comunicazione orale… perchè ha l’efficacia di quella e il tempo di apprendimento dello scritto.. ma ammetto e con molto piacere che amo il tuo modo di scrivere.. semplice pulito perfettino.. e comprensibile a tutti. sei bravissima katia.. i tecnici delle lettere si dividono tra italiano aulico ricco di paroloni… che fanno perdere il senso della lettera a tre quarti di popolazione italiana e la nuova lingua… fra l’altro di tutto rispetto che negli ultimi anni è stata appresa anche dai praticamente illetterati.. sono entrambe valide.. solo che la prima dovrebbe essere relegata a scritti tecnici e di alta letteratura l’altra va sempre bene… questa è una delle belle cose d’italia… che forse varrebbe la pena di esportare.. come lingua internazionale… solo poco parole hanno un logos amplissimo contrariamente all’inglese.. ei giri di parole per evitare ciò che in genere non si sa cosa significa.. sono molto facile da fare.. l’italiano si presta a questo.. va bene,,, io ho la sensibilità di chi ha insegnato la lingua ai sordi.. e ti assicuro che si entra dentro la lingua come in nessun altro modo! quindi sono degna di essere almeno ascoltata per valutazione.. ciao katia bel post.. e complimenti

    Rispondi
  2. in me katia c’è tanto dialetto comunque nella lingua di tutti i giorni… i contatti che ho mi metterebbero su n piedistallo ridicolo… con l’italiano .. e..
    ti giuro che incavolarsi in italiano rispetto alla lingua naturale è cosa molto diversa e meno efficace…
    la nostra lingua è quella naturale.. e la mia è il dialetto di qui che fra l’altro ha loghi di azione strettisimi -.. 10 km e cambia il dialetto in tutte le direzioni.. è vero..buona serata katia

    Rispondi

Lascia un commento